Marzemino, un tesoro trentino D.O.C

Le origini di questo vitigno e vino in passato erano incerte e confuse: alcuni esperti le riconducevano alla Carinzia, altri invece ritenevano che la provenienza dovesse trovarsi nel Padovano; innegabile, inoltre, è il legame con il Veneto, anche grazie ad una testimonianza tedesca che parla di un “Marzemino di Bassano del Grappa”. Di fatto, ad oggi, questo vitigno a presente in maniera importante in Veneto, Lombardia, Friuli, Emilia e Trentino (dove è addirittura arrivato ad essere considerato un vitigno autoctono).

Per quanto riguarda il suo arrivo in Trentino, regione che ha abbracciato totalmente la sua coltivazione (circa 40.000 q.li annui), antiche testimonianze attribuivano questo merito ai contatti ed al commercio con la Repubblica di Venezia nel periodo del Seicento. Gli ultimi studi ampelografici, tuttavia, hanno provato con certezza invece che tale vitigno è arrivato gradualmente in tutta Italia, ed anche in Trentino, attraverso la lenta migrazione dall’Asia Minore (attuata ovviamente grazie ai numerosi scambi commerciali, rotte navali e scambi di barbatelle). Come appena detto, si è comunque trattata di una diffusione lenta, quasi gentile; molto diversa da quella che invece ha caratterizzato altri vitigno come il Cabernet Sauvignon.

Non mancano inoltre testimonianze famose della qualità e notorietà del Marzemino trentino: in particolare fu addirittura Mozart, durante uno dei suoi primi concerti in Italia presso la famiglia dei Lodron, a rende onore a questo vino trentino affermando “…versa il vino, eccellente Marzemino!”.

Interessante è anche la ricerca sull’etimologia del nome di questo vino e vitigno: Marzemino, infatti, deriverebbe dal termine latino “Marzarimen”, ovvero “grano di marzo”, in ragione della dimensione ridotta della sue bacche.

Importante notare, inoltre, come ad oggi esistano due biotipi di questo vitigno: la distinzione tra le due varietà può essere fatta andando a verificare la presenza o meno di tomento (la cosiddetta peluria) che solitamente si trova nella pagina inferiore della foglia. Altri criteri distintivi tra i due gruppi sono le caratteristiche del rachide (che può essere erbaceo o legnoso), la consistenza della bacca e lo spessore dell’epidermide. Analizzando questi elementi quindi sarà possibile distinguere tra Marzemino Gentile o Comune e Marzemina (o Marzemina Padovano).

Come spesso accade, in ogni regione italiana è anche possibile notare diverse interpretazioni e sfumature nell’utilizzo e vinificazione del Marzemino: in Emilia e in Veneto, ad esempio, spesso quest’uva viene adoperata per la produzione di vini frizzanti, giovani e semplici; nella zona di Conegliano, invece, una volta appassito adeguatamente, il Marzemino diventa la base per la creazione del Refrontolo Passito. Per quanto riguarda il Trentino, molto pregevole è la versione sottoposta ad affinamento in botte che appunto guadagna una buona rotondità e personalità complessiva; la vera star, però, è il passito (molto raro perché estremamente poco le cantine che si cimentano in questa operazione così laboriosa).

Zona geografica di produzione

Come già accennato, questo vitigno è diffuso in numerose regioni italiane (Veneto, Emilia, Lombardia, Friuli); la presenza più pregnante, però, è forse riscontrabile in Veneto e soprattutto in Trentino Alto Adige.

In quest’ultima regione, infatti, il Marzemino ha trovato un habitat così favorevole da arrivare di fatto ad essere considerato un vitigno autoctono, soprattutto nella parte meridionale della regione, tutta la Vallagarina, che parte da Rovereto ed arriva fino alle pendici del monte Baldo. Zona trentina che dà vita ad una grande eccellenza è soprattutto quella di Isera e dei Ziresi, possibilità data dalle ottime condizioni climatiche ed ambientali.

La qualità del Marzemino trentino è talmente elevata e riconosciuta che ad oggi si può parlare di Trentino D.O.C. Superiore Marzemino, un vino con standard qualitativi ancora maggiori del Trentino D.O.C.

Caratteri ampelografici vitigno

La foglia di Marzemino ha dimensioni medie, una forma pentagonale ed è trilobata.

Il grappolo, invece, si presenta compatto,lungo e di forma cilindrica – piramidale. Le ali possono essere 1 o 2.

L’acino di questo vitigno, invece, ha dimensioni medie ed una forma sferoidale. La buccia è sottile ma consistente, molto pruinosa e dal colore blu – nero.

Note sensoriali: profumo e gusto

Il Marzemino dunque si presenta come un vino dalla colorazione rosso rubino intensa (con sfumature violacee nei casi dei vini più invecchiati) ed in via generale si può dire esso sia vivace, caldo e di corpo.

Per quanto riguarda il bouquet aromatico esso è molto avvolgente e vario: si va dai frutti di bosco con sentori floreali di viola mammola, prugna, fino alle note più speziate e vagamente balsamiche. Profumi particolari riscontrabili solamente nel Marzemino prodotto nella sottozona di Ziresi sono quelli di ribes e marasca; sentori che arricchiscono l’aroma complessivo del vino in maniera piacevole.

Quando si assaggia questo vino spiccano subito l’acidità stuzzicante e la tannicità e mineralità delicate ma pungenti. Il gusto è secco, moderatamente morbido e richiama in maniera armonica tutte le note aromatiche percepibili all’olfatto. Complessivamente, dunque, si presenta come un vino giovane, ma fine, leggero e bevibile.